Maris, il novello Ulisse di Paolo Sfogli.

Maturità e coerenza di espressione artistica in Maris
Per Maris il concetto della libertà dell’individuo nei conrfronti della società si pone in modo problematico per la sua coscienza d’artista, strettamente ancorato agli avvenimenti dell’ambiente circostante. Perciò nella sua attività pittorica il contatto con la realtà quotidiana è sempre vivo e presente. Il tema preferito, la rappresentazione cioè di uno spazio infinito quale è quello dell’universo, dimostra l’entusiasmo che prende il pittore nell’introdursi nel mondo fantastico dei pianeti e delle galassie.
Ii piacere d’immergersi in questo spazio siderale, così affascinante perché misterioso, porta il Maris, come un novello Ulisse dantesco, a viaggiare per queste “terre inesplorate ” con la sensibilità fantasiosa di un poeta.
L’amore per la libertà si unisce a quello per la conoscenza in questo errate alla ricerca di sé stesso. Così coerentemente su un tessuto cromatico, denso di materia. si stagliano sagome allusivamente organiche, soggetti di un racconto o meglio di un immagine ai confini del sogno. Ma ciò che interessa è la iducia che l’artista ha nell’uomo, nella sua capacità di riscatto nella fantasia. L’universo è un luogo mitico, simbolico dove l’uomo trova il modo di spaziare libero solo con il suo pensiero, il bene più prezioso.
Da qui ne consegue il rifiuto a una figurazione di forme ben precise e al contrario il gusto, sottilmente ironico, per indefinite figure rese da macchie di pennellate. Il colore, la tela sono mezzi di espressione a sé stanti, sono essi stessi il richiamo a una condizione psichica che si libera nella materia subitanea e spontanea. Ma, si badi bene a livello d’inconscio non si tratta di vaghe sensazioni, ma di chiari stimoli emozionali motivati da cause morali dovute a scelte ben precise del Maris nel suo campo d’indagine artistica che comprende naturalmente anche quella umana. Il concreto dunque è elemento fondamentale nell’opera di questo pittore, riferito al programma di un nuovo concetto dell’arte.
Da apprezzare in Maris è soprattutto le sua vena originale d’ispirazione che lo porta a schierarsi coraggiosamente tra coloro che non temono il rischio di porsi all’avanguardia, di affrontare cioè  nuovi linguaggi artistici, capaci di comunicare semanticamente con l’uomo contemporaneo.
Articolo di Paolo Sfogli (direttore Panarte) 1977

(quadro “Nebulosa” nella copertina della rivista)

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