Critica di Susan Gould

E’ certamente un’esperienza molto rara. trovare nella pittura di un artista alle sue prime prese sia con la sua arte, sia con li suo pubblico un talento che dimostra una tale carica di personalità, dl originalità, di fantasia come quella di Maris.
Qui non si troverà mai un soggetto che faccia parte di quelli ormai sovra-sfruttati, dl quelli chiaramente « per I turisti . neppure si troverà nei quadri di Maris alcuna tecnica che si possa dire di avere già vista da qualche altra parte, anche quando lui adopera un metodo che assomiglia a quello del celebre Jackson Poilock, ci si accorge che lo stile è Invece totalmente personale. Con una mano libera. generosa. il Maris riempie il suo spazio pittorico di colori vivaci, densi, forti. in una varietà apparentemente infinita di combinazioni. di forme, di sovrapposlzioni, che creano una ricchezza di tessitura (rilievo) quasi tre-dimensionali, in un’atmosfera che a volte rivela richiami di un altro mondo forse spaziale, forse lunare. forse infernale, il Maris mette ogni tanto una figura. o più di una, umana o (oslamo dire) più di umana (o meno), quello che cl colpisce è che sia l’atmosfera sia la figura ci convincono dl essere la espressione profonda e sincera dei più intimo luogo interiore del pittore.
Susan Gould, Critico teatrale e d’arte

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